
A differenza del subdolo e seducente Corruttore, l’Usurpatore rappresenta il male nella sua essenza più autentica, cruda e assoluta. Egli agisce con spietata determinazione, reclamando tutto ciò che desidera senza remore e provando un sadico piacere nell’assistere alla rovina e alla sofferenza del genere umano. La sua sete di vendetta nasce dagli antichi torti che ritiene di aver subito e si traduce in un piano di distruzione totale dell’opera del Creatore. Questo scopo, secondo la sua visione distorta, gli permetterà di riacquisire la gloria e il potere che un tempo possedeva come entità divina. Per l’Usurpatore, l’immortalità non è un dono dell’aldilà, ma una conquista terrena; egli nega l’esistenza di un mondo ultraterreno dove i mortali possano ritrovarsi dopo la morte. Al contrario, promette ai suoi seguaci una vita di ricchezza e potere, una regalità eterna, a patto che lo aiutino nel suo intento supremo: annientare definitivamente entrambe le anime del Creatore nel momento in cui rinascerà nella sua forma divina e definitiva.
Ogni membro del culto ha come unico e principale obiettivo il ritorno del loro dio sul trono del mondo, e ogni ruolo è cruciale per raggiungere questo scopo. Maghi e stregoni si dedicano allo studio di antichi rituali per trovare un modo di liberarlo dalle catene, mentre guerrieri e combattenti si sfidano fra loro per diventare l’unico vero campione della divinità. Si narra infatti che quando il campione sarà scelto l’Usurpatore potrà finalmente rinascere per dominare sui mortali.

